30 novembre 2016


Abbiamo parlato con Fabio Meraldi, guida alpina e skyrunner, dei comportamenti da tenere durante la permanenza nei rifugi alpini.


Oliunìd: Fabio, tu che ne hai visti tanti, cosa ci puoi dire sui rifugi alpini?

Fabio Meraldi: Il rifugio è un luogo appunto di riparo, che sorge quindi in una zona, il più delle volte impervia, in cui si sentiva la necessità di offrire un appoggio per le genti di passaggio. In Italia i rifugi sono di due tipi: privati o del CAI. In questi ultimi si può pernottare con degli sconti se si è possessori della relativa tessera. Nel rifugio di solito è possibile acquistare il sacco lenzuolo se non te lo sei portato; tutti i rifugi sono dotati di una stanza che fa da deposito per materiale vario.


O.: Quali sono in genere gli orari da rispettare in un rifugio?

F.M.: La colazione è di solito a buffet e si può fare intorno alle 7.30, prima di lasciare la stanza o lo stanzone (Lager) è buona norma ripiegare e riporre le coperte. Il rifugio comunque apre anche prima la mattina, per permettere agli scalatori una partenza nelle prime ore del giorno. La cena invece è servita tra le sette e le otto; alle dieci, massimo dieci e mezza il rifugio chiude!


O.: Quali sono i vantaggi di dormire in un rifugio?

F.M.: Un rifugio non è un albergo! I costi sono senza dubbio ridotti, e poi il rifugio ti mette in condizione di essere già vicino all'attacco della tua escursione o via. Inoltre i gestori del rifugio sono di solito persone del posto, che ti possono aiutare con consigli e dritte sulla zona. È sempre un'ottima idea lasciare detto al rifugio quali sono i tuoi programmi per la giornata: quali escursioni, quali vie di arrampicata, più o meno gli orari che intendi tenere.



Le informazioni contenute in questo articolo sono semplicemente delle linee guida.


Questo articolo è parte di una serie sulla sicurezza verticale.