L’utilizzo della magnesite in arrampicata sportiva lo si deve a un’intuizione di John Gill, celebre boulderista degli anni ’50 che arrivava dal mondo della ginnastica, dove se ne faceva già ampio uso per controllare la sudorazione delle mani. Da lì in avanti la magnesite ha avuto ampio successo anche tra gli arrampicatori acquisendo alcune funzioni aggiuntive, come ad esempio quello di segnare le prese (usanza spesso oggetto di controversie) o di pulire la roccia da polvere, muschio e licheni.


La magnesite si presenta in forma di cubetto, in polvere o in blocchi nel sacchetto oppure liquida: con un po’ di imbarazzo capita che chi si avvicina all’arrampicata si chieda quale sia migliore e come debba essere utilizzata, ma la domanda è più che lecita. In generale si dice che ognuno sceglie quella che preferisce “a sensazione”, ma ci sono due o tre linee guida che possono tornare utili.


La prima è che in palestra bisognerebbe sempre usare la magnesite liquida, e possibilmente senza esagerare, giusto il quantitativo sufficiente ad “asciugare” la nostra pelle. Spesso con la liquida non sappiamo regolarci perché finché non si asciuga non capiamo veramente quanta ne abbiamo messa. In questo caso “melius abundare quam deficere” non è un detto che rispecchia la realtà: mettere troppa magnesite vuol dire avere ancora meno grip, le mani troppo secche e molta più polvere nell’aria che respiriamo. Per evitare di dover staccare l’eccesso di magnesite dalle nostre mani con uno scalpellino, ecco le istruzioni per l’uso della liquida: versarne una piccola quantità sulla mano, spalmare bene anche con l’altra, lasciar asciugare ed arrampicare. Solo eventualmente ripetere l’operazione.


La pallina a sua volta è oggetto di lunghi dibattiti, sia perché spesso non si capisce come usarla, sia perché non si sa chi debba usarla. La pallina è molto comoda per pulire le prese; senza eccedere, possiamo usarla per togliere delicatamente polvere ed ogni sorta di detriti. Possiamo azzardare a dire che sia più usata dai boulderisti che spesso si trovano a dover pulire da capo un masso ad inizio stagione, ma non è una regola. Anche alcuni falesisti si trovano bene con le palline di magnesite: ha il vantaggio che non si può versare accidentalmente nello zaino, e difficilmente rischi di eccedere sul quantitativo che ti ritrovi sulle mani. In compenso se ti cade a metà della via, non ti resta che piangere. In quanto alle istruzioni per l’uso sono molto semplici: prendere la pallina e farla girare tra le mani, oppure usarla delicatamente sulla roccia (solitamente in team con uno spazzolino). Le palline possono anche essere ricaricabili e non c’è nessun trucco per far uscire più magnesite attraverso il tessuto, soprattutto quando sono nuove: dipende dalla qualità di quella che si è comprata.


Il cubetto è carbonato di magnesio nel suo stato solido ed integro. Ha il vantaggio che puoi controllare tu lo spessore dei pezzi che se ne ricavano, rompendone un pezzo per volta e conservando la parte intera al sicuro nel sacchetto porta magnesite o nello zaino. Così puoi fare della polvere con una parte di cubetto, e dei pezzi più grossi per segnare le prese con il restante.


I “bustoni” di magnesite in pezzi sono un grande classico, amati da ogni arrampicatore. Non sono altro che cubetti di magnesite già rotti, confezionati in buste richiudibili di modo che non si versi ovunque, e con varie tipologie di spessore. La magnesite in pezzi è la preferita da chi ama segnarsi le prese, da chi ha l’abitudine di rovesciare il sacchettino porta magnesite ovunque (si fanno meno danni che con quella in polvere) e da chi vuole frantumare qualcosa tra le mani prima di partire per un tentativo. Quindi polverizzare qualche pezzo tra le mani in prossimità dell’apertura del sacchetto portamagnesite, e successivamente polverizzare la via o il passaggio.


In ultimo abbiamo la versione più fine della magnesite in pezzi, ovvero la classicissima magnesite in polvere. Anche in questo caso lo spessore varia da brand a brand: la controparte alla comodità di essere versata facilmente dentro al sacchetto, è la nostra impossibilità a controllarne la grana. E’ comoda anche per pulire la roccia, ma è praticamente impossibile utilizzarla per segnare le prese.


Indipendentemente dal luogo in cui arrampichiamo, ricordiamoci che usare la magnesite in maniera moderata è un segno di rispetto verso la roccia e l’ambiente dove ci troviamo. Have grip!




 

 

15 novembre 2015