F8a? VII+? E4 5b? I sistemi che indicano la difficoltà dell'arrampicata sono moltissimi, alcuni sono molto fantasiosi mentre altri sono molto precisi. Oggi parliamo dei cinque sistemi più conosciuti ed utilizzati nell'arrampicata sportiva e tradizionale. Uno dei primi e più completi metodi è la scala UIAA. Nata nel 1925 ad opera dell'alpinista Willy Welzenbach, originariamente fu pensata come una scala chiusa di sei gradi (in numeri romani) per definire la difficoltà delle vie di arrampicata tradizionale. In questa scala l'ultimo grado indicava le arrampicate al limite delle possibilità fisiche. In realtà, una volta superato questo limite, la scala è diventata aperta e oggi si possono trovare vie gradate fino al XII UIAA.

La scala francese è semplice, è quella che si usa alla falesia e presuppone la presenza di protezioni già piantate nella roccia. Consiste di gradi numerici crescenti e di gradi intermedi indicati da lettere minuscole (a, b, c). Quando una via viene percepita come intermedia tra un grado e l'altro si può anche aggiungere un +, o in alternativa segnare entrambi i gradi (6a/b). Due vie con lo stesso grado possono essere completamente diverse: per esempio una via di trenta metri e una di dieci metri possono avere lo stesso grado 6a, ma la prima sarà costituita da un numero maggiore di movimenti più semplici. Uno scalatore potrebbe trovarsi in serie difficoltà su una e invece riuscire ad arrivare in cima sull'altra.

Anche il sistema di gradazione americano nato nello Yosemite (YDS) è semplice: cinque gradi indicano il tipo di avanzamento sul terreno. Il primo grado corrisponde ad una passeggiata semplice, a partire dal quinto invece si parla di arrampicata. Il quinto grado è quindi ulteriormente diviso in decimali e lettere (a, b, c, d). 

Il sistema australiano è probabilmente il più semplice di tutti: un numero sempre crescente indica le crescenti difficoltà della via intrapresa. Chiaro e aperto potenzialmente all'infinito. La gradazione internazionale, quella francese e quella americana sono praticamente sovrapponibili, come si vede nell'immagine qui sotto.

Il sistema di gradazione britannico è più complicato. Innanzitutto è destinato a giudicare le vie di arrampicata tradizionale, in cui le protezioni (friend, cam) sono da piazzare durante la salita. Si basa su una serie di lettere che sono sigle aggettivali relative alla difficoltà di un'intera via e tiene conto non solo della difficoltà fisica (atletica) di una via ma anche della difficoltà psicologica dovuta al potenziale pericolo. Si parte quindi con M (moderate), poi D (difficult) VD (very difficult) e così via fino a E (extremely severe). Questo è il grado più alto di difficoltà nella scala e si suddivide in 10 ulteriori gradazioni numeriche. Fino a qui sembrerebbe un sistema simile a quello francese, ma gli inglesi aggiungono anche un ulteriore discriminante: la difficoltà oggettiva del passaggio chiave della via. Questo sistema somiglia alla scala francese (gradi numerici crescenti intervallati da lettere) anche se in realtà i gradi sono “traslati” in avanti: un passaggio di 6a per la scala britannica si troverà in una via di 6c per la scala francese. Questo particolare aggiunge moltissimo a ciò che c'è da sapere su una via: per esempio una via con un grado alto ma con un passaggio chiave non difficile sarà probabilmente poco protetta oppure sostenuta in tutta la sua lunghezza! Al contrario un passaggio chiave alto ci dirà che probabilmente il resto della via sarà alla nostra portata. Altra differenza con la scala francese è che quella britannica contempla solo salite a vista e da primo di cordata, mentre quella francese si riferisce, ad esempio, anche a salite lavorate. Le tabelle di solito inseriscono anche la gradazione britannica insieme alle altre, ma abbiamo visto che in realtà non sempre sono sovrapponibili.

Oltre a queste ci sono ovviamente molte altre scale, che tengono conto di diversi fattori o che si applicano ad altre discipline dell'arrampicata (boulder, ghiaccio). Ma questa è tutta un'altra via!