Le giornate di inverno, se passate in un bosco a fare boulder su massi all'ombra, possono essere particolarmente difficili. Ecco quindi i nostri preziosissimi consigli su come evitare l’ipotermia delle più gelide giornate invernali.



7 -  Controlla almeno il vento. Va bene arrampicare anche se è un po’ nuvoloso perché magari si crea cappa e la temperatura non è così bassa (vedi il nostro dettagliatissimo bollettino meteo ideale degli arrampicatori), va bene anche andare all’ombra anche se c’è un’escursione termica di altri cinque gradi in meno perchè il masso bello è proprio lì, ma accertiamoci almeno che non ci sia il vento a 40 km/h. La presenza del vento da nord, anche in una giornata di sole e cielo terso, può farti andare al bar prima di aver finito il riscaldamento.



6 – Copri la testa. La saggezza popolare da cui attingiamo sempre ha varie scuole di pensiero circa la percezione del freddo, ma in linea di massima abbiamo gli acerrimi del: “non prendere freddo alla testa” contro quelli del: “se i piedi sono al caldo, tutto il corpo sta bene”. Ma visto che per noi arrampicatori è assolutamente impossibile avere i piedi al caldo in inverno, consigliamo a tutti vivamente di avere qualcosa di molto pesante intorno alla testa, o almeno alle orecchie. Non per nulla il berrettino colorato è praticamente un simbolo del boulderista che sfida le avversità metereologieche, e non solo.



5 – Tieni le scarpette nel piumino. Questo vecchio trucco è tra i più universalmente utilizzati dai boulderisti di ogni dove per avere delle scarpette non propriamente gelide e rigide come dei pezzi di ghiaccio. È la conseguenza logica del precedente consiglio sul provare a mantenere le nostre estremità il più al caldo possibile.



4 – Pochi riposi, tanti boulder. Non è tanto una nuova metodologia di allenamento quanto una legge di sopravvivenza che richiede al nostro corpo di mantenere una temperatura più o meno costante. L’ideale è quindi di scegliere un progetto comune a tutti gli amici che hanno organizzato la session di outdoor in modo da alternarsi con i tentativi senza mai raffreddarsi completamente. In ogni caso giova ampiamente alla resistenza alla forza.



3 - Scaldarsi bene. Unica legge universale se fa freddo e se fa caldo che ci aiuta a gioire di una bella giornata senza traumi ai tendini ed alle articolazioni. Se fa freddo è però ancora più importante perché l’obiettivo è proprio quello di alzare la nostra temperatura corporea: benissimo quindi anche l’idea di iniziare a fare qualche movimento con il piumino ancora indossato. Benissimo anche saltelli sul posto, squat, salto della corda e corsette. Molto male invece tentare una trazione monobraccio alla prima ronchia che ci troviamo davanti agli occhi giusto per verificare se l’allenamento dell’ultima settimana ci abbia reso più o meno reattivi su roccia.



2 – Provare boulder non troppo massimali. L’ideale in queste giornate è provare un boulder per un’ora e mezza o due, salirlo e andare a casa. Concatenare vari movimenti di fila ci aiuta a mettere insieme tutti i consigli già citati: ci fa restare caldi, ci motiva a fare tentativi con pochi riposi, in molti casi togliamo le scarpette per pochissimi secondi o minuti. Al contrario provare un singolo movimento può essere troppo estremo per una giornata in cui abbiamo fondamentalmente bisogno di muoverci ed arrampicare.



1 – Scegliere l’esposizione. E’ al primo posto tra i nostri consigli, perché è la base di una giornata piacevole e di successo, dove qualche timido raggio di sole può premiarci per la nostra determinazione ad essere sgusciati fuori dal letto prima di pranzo. Il problema in inverno può essere collegato al quanto resti il sole nelle aree boulder, generalmente poche ore al giorno, quindi bisogna avere una chiara idea del posto in cui si vuole provare a scalare, magari consultandosi con gente del posto. Di solito è meglio evitare le valli molto chiuse dove la comparsa del sole tra una montagna e l’altra può ammontare ad un totale di trentacinque minuti al giorno.



Photo Credits James Lucas



25 novembre 2019