Maurizio Oviglia ci presenta l’arrampicata in Valle dell’Orco

Maurizio Oviglia è un arrampicatore poliedrico, apritore di vie nelle Alpi ed in Sardegna, ma anche scrittore, videomaker e grafico: in poche parole un visionario dell’arrampicata, soprattutto nel nostro Paese. Autore di numerose guide, di cui alcune edite da Versante Sud, si è occupato anche di presentarci l’arrampicata sportiva e trad in Valle dell’Orco. Abbiamo quindi voluto chiedere a lui qualche informazione in più per presentare la verticalità di questa meravigliosa area piemontese.

 

 

Ciao Maurizio, è un piacere averti nel nostro blog. Come stai?

 

Abbastanza bene grazie, anche se ultimamente alle prese con molti problemi dovuti all’ultima mia frattura al calcagno. Ormai l’ortopedico mi conosce bene! ;-)

 

 

Sei un riferimento per quanto riguarda l’arrampicata in Sardegna ma anche in Piemonte, regione in cui sei nato: è nata qui la tua passione per l’arrampicata?

 

Si certo, ho iniziato dapprima come alpinista con mio padre e poi da autodidatta come arrampicatore. Ero il leader di un gruppetto di ragazzi e compagni di liceo ed abbiamo cominciato in Val di Susa.

 

 

[Sitting Bull - Foto Sara Oviglia]

 

 

Spesso si abbina all’immagine che abbiamo della Valle dell’Orco la specialità del trad climbing. In realtà esistono anche molte falesie di arrampicata sportiva: in cosa si contraddistinguono le vie di questa zona?

 

Direi che la Valle dell’Orco non è famosa per le sue falesie ma per le vie lunghe che negli anni hanno assunto una connotazione mista, un po’ come sul Monte Bianco. Vale a dire spit sulle placche e protezioni mobili (friend) nelle fessure. Poi negli ultimi anni le cose stanno un po’ cambiando ed anche io in prima persona ho cercato di sviluppare molto il discorso dei monotiri trad (clean climbing). Però mentre crescono i trad-climber ci sono anche molti climber che non hanno dimestichezza con questo stile e che invece desiderano vie completamente spittate per godere anche loro dello splendido ambiente che regala la Valle.

 

 

La Valle dell’Orco è un’area particolarmente ricca di storia dell’arrampicata sportiva: possiamo dire che ora stia vivendo una fase di riscoperta da parte di molti arrampicatori?

 

Non bisogna confondere la storia dell’arrampicata sportiva con quella del free climbing o dell’arrampicata in generale. La Valle dell’Orco è importante nella storia dell’arrampicata italiana perché negli anni settanta si sviluppò un movimento (il Nuovo Mattino) che si contrapponeva ad un alpinismo inteso come eroismo e conquista della vetta. Qui non c’erano vette ma solo pareti al sole, certo difficili ma la difficoltà non era il fine dei ragazzi degli anni settanta quanto invece il viaggio in parete senza apparente meta. Era una filosofia un po’ da figli dei fiori che si rifaceva a quella californiana.

 

La riscoperta della Valle dell’Orco ha vissuto dei cicli. Molto hanno contribuito i miei libri, soprattutto Rock Paradise (che era un libro che cercava di fissare nella memoria i personaggi e la storia romantica del luogo) e la guida del 2010 che invece voleva proporre nuovi orizzonti. Ma soprattutto quest’ultima è stata la prima guida ad essere tradotta in inglese il che inevitabilmente ha fatto scoprire la Valle a tutta Europa (e non solo). La Valle di Piantonetto non era inclusa in questa guida ed infatti gli stranieri che la conoscono sono (ancora) molto pochi e molti europei ancora non sanno che vi è un piccolo Monte Bianco nel bel mezzo del Parco del Gran Paradiso! I libri hanno (ancora) il potere di indurre una riscoperta di zone dimenticate o poco conosciute e se questo non crea problemi di impatto ambientale, per me è senz’altro positivo. Vuol dire che i climber leggono ancora e soprattutto sognano!

 

[Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale, foto Eugenio Pinotti]

 

 

Passiamo ora a qualche informazione pratica: che tipo di roccia troviamo in questa zona?

 

Granito, gneiss occhiadino per l’esattezza

 

 

Qual è il periodo migliore per visitarla?

 

Il periodo migliore va da maggio a ottobre. Ma dipende un po’ dalla quota a cui si sceglie di arrampicare, la Valle è lunga più di 40 chilometri!

 

 

Passando a te, stai lavorando a qualche nuovo progetto?

 

Chi mi conosce sa che le idee (e di conseguenza i progetti) non mi mancano! Non mi annoio di certo! ;-)

 

Bene, non vediamo l'ora di scoprirlo! Grazie Maurizio, allora sicuramente ti ricontatteremo presto! Ci lasci qualche link dove possiamo restare aggiornati sui tuoi lavori?

 

Tutta la mia attività, dai libri alle chiodature, dai film agli articoli è raccolta nel mio sito www.pietradiluna.com