Tra i movimenti più congeniali ai giovanissimi che si avvicinano all’arrampicata i lanci rappresentano il metodo più veloce per raggiungere prese lontane tra loro senza dover per forza “chiudere di braccia”. Sono l’antitesi dei movimenti “statici” come le chiusure ed i bloccaggi, che ti permettono di arrivare fino a dove la massima estensione del tuo braccio ti porta. Nonostante ti risolvano in rapidità sequenze con prese lontane, sono movimenti “ad alto rischio”: di caduta in caso di presa mancata, ma anche a rischio di infortunio più che altro per le spalle. Per contro sono la più clamorosa sfida alla forza di gravità che gli arrampicatori osino fare e, quando riescono bene, sono eccezionalmente divertenti.



Jollypower definisce i lanci come “movimenti atipici dell’arrampicata” e ne individua quattro tipi, mentre altri testi li dividono in due grandi gruppi che andiamo or ora ad analizzare. Tutti comunque concordano nell’inquadrarli come movimenti che raramente ci portano a scalare in economia, ma che vale la pena prendere in considerazione quando ci troviamo in difficoltà su passaggi dove ogni altra soluzione non funziona. Se siamo degli arrampicatori particolarmente coordinati e frizzanti, i lanci possono comunque diventare il nostro metodo soggettivo per economizzare le energie e macinare passaggi guizzando da una presa all’altra.



Quando lanciamo ci troviamo di fronte a due possibilità: o lanciamo in maniera abbastanza composta, mantenendo l’altra mano sulla presa di partenza e uno o entrambe i piedi sugli appoggi, oppure “voliamo” mani e piedi verso la presa successiva, come succede tipicamente nel lancio a due mani. In entrambe i casi ci troveremo a reclutare tutta la nostra capacità di unire coordinazione e concentrazione nel “movimento perfetto”.



Il lancio deve essere effettuato sinergicamente spingendo sia con i piedi che con le braccia, guardando bene la presa di atterraggio ed immaginandoci già come ci arriveremo: se lancio con una mano sola, magari mantenendo un piede su un appoggio, potrò pensare di riguadagnarla meglio una volta che l’ho afferrata. Se lancio a due mani invece, non ci sono molti modi di “salvare” un tentativo imperfetto: o la tengo, o non la tengo.



Se vuoi migliorare sui lanci, puoi dotarti di un Pangüllich e lanciare, lanciare, lanciare. Puoi fare lanci a due mani a salire o a scendere, il lancio solo a toccare il più in alto possibile o a prendere e molte altre varianti: l’obiettivo è eseguire questi movimenti nella maniera più rapida possibile, eventualmente aiutandoti con un po’ di scarico. Per questi esercizi e molte altre infinite possibilità che puoi sviluppare al muro boulder, consulta la super bibbia sull’allenamento Jollypower.



Dal punto di vista tecnico i consigli di tutto lo staff di Oliunìd sono i seguenti: quando lanci su roccia ricordati sempre dell’utilità provvidenziale degli intermedi, usa possibilmente appoggi per i piedi che non siano alla stessa altezza e contrai gli addominali più che puoi per tenere le sbandierate.



gara di lanci, credits: the castle climbing



28 agosto 2019