Il bilanciamento in arrampicata sportiva è un termine piuttosto generico che indica un ventaglio di movimenti possibili molto ampio: ci bilanciamo quando effettuiamo un laterale da manuale, ci bilanciamo quando siamo frontali ed abbiamo un buon appiglio per la mano ed un buon appoggio per il piede opposto o in tutte le situazioni in cui torniamo in una delle posizioni di equilibrio (generalmente il triangolo).



In genere infatti cerchiamo di procedere sul verticale esattamente come ci muoviamo sul piano orizzontale: braccio destro e piede sinistro, braccio sinistro e piede destro. Questa è la situazione in cui troviamo quando arrampichiamo su dei passaggi semplici e di lettura intuitiva, con abbondanza di appoggi per i piedi e un’ipotetica linea verticale lungo la quale si svolge la via o il passaggio boulder.



Man mano che la difficoltà sale però, i passaggi si complicano, le inclinazioni cambiano e gli appoggi per i piedi si riducono ad un quantitativo misero, circostanza che preclude molto spesso di avere i piedi costantemente in asse. Sia sulla roccia che in palestra possiamo quindi ritrovarci ad avere il peso distribuito su una sola gamba, magari corrispondente alla mano che blocca (per usare i termini di Jollypower): la rotazione del nostro corpo è inevitabile.



Per combattere la situazione di ambio esistono alcuni bilanciamenti non proprio immediati da apprendere, ma sicuramente molto utili anche perché rappresentano l’unica ancora di salvezza in questi casi: sono il bilanciamento interno ed esterno ed il tallonaggio con piede corrispondente.



Il bilanciamento interno od esterno va a richiamare la gamba libera facendola passare tra l’altra gamba e la roccia nel primo caso, oppure dietro alla gamba che è sul buon appoggio nel secondo caso. In questo modo saremo molto più stabili ma ricordiamoci sempre che la gamba che ci bilancia raramente potrà esserci di aiuto in termini di spinta. Troviamo questo tipo di bilanciamento un po’ in tutte le inclinazioni ma in maniera più evidente sui muri verticali o leggermente strapiombanti.



Quando ci troviamo su strapiombi pronunciati o in tetto, le situazioni di ambio prevedono due soluzioni: sempre un bilanciamento esterno oppure un tallonaggio con piede corrispondente. Generalmente il motivo per cui ricorriamo a questi bilanciamenti è che abbiamo una buona presa per una mano ed un appoggio per il piede corrispondente molto alto: con il bilanciamento esterno la gamba libera passerà dietro all’altra senza cercare nessun appoggio, mantenendoci solo in equilibrio.



Il tallonaggio con piede corrispondente è forse la situazione più comune tra tutte quelle elencate, molto frequente nel boulder sia su roccia che in palestra e spesso chiamato in causa nei famosi “ristabilimenti”. Anche in questo caso la gamba libera passa dietro all’altra, dando una sorta di stabilità ad una situazione di per sé un po’ precaria. Il tallone deve essere posizionato in modo da fare moltissima leva con la gamba, con la punta del piede rivolta possibilmente verso il basso: cercheremo di spostare tutto il nostro peso sul tallone, per trovarci immediatamente più alti col bacino.



Tutti questi movimenti possono essere memorizzati ed automatizzati grazie ai numerosi pannelli didattici di cui molte palestre si stanno dotando in questi anni, riproducendo situazioni analoghe che si ripetono simmetricamente.



Come sempre non possiamo esimerci dal consigliarti l’acquisto di Jollypower vol. 1 di Versante Sud da cui abbiamo liberamente attinto per questo post: un manuale vitale per ogni arrampicatore!

 


Fonte: drexel university



11 dicembre 2019