L’attrezzatura per l’allenamento in sospensione non è mai stata così apprezzata: in questo momento rappresenta un sollievo anche per chi non ha spazio in casa per allenarsi o non può permettersi di fare buchi nel muro per installare un intero pannello da allenamento.



Ci sono però svariati dubbi sul suo utilizzo: per questo ti lasciamo qui il link ad un nostro precedente post su come e dove appendere l’attrezzatura in sospensione. Molto spesso il primo acquisto di uno strumento di allenamento portatile che si fa è un trave, anche se esistono anche prese sospese, anelli, sfere e cilindri. Il trave rappresenta spesso lo strumento più completo e quindi apprezzato per la sua versatilità e varietà di utilizzi, ma occorre fare alcune precisazioni.



Come tutta l’attrezzatura in sospensione, che sia specifica da arrampicata o più generica da ginnastica come ad esempio gli anelli, anche il trave ha delle caratteristiche che lo differenziano dal trave fisso. La sua natura “mobile” rende ogni esercizio da facile a molto difficile, richiedendo un livello di forza di partenza un po’ più alto: se al trave facciamo sospensioni isolando i tendini delle dita e degli avambracci, sul trave in sospensione faremo lo stesso esercizio ma coinvolgendo anche tutti i muscoli dell’addome e della schiena. Infatti, come stacchiamo i piedi da terra, tutto il nostro corpo lavora per ricercare una posizione di stabilità.



Naturalmente questo rappresenta un punto a favore verso l’attrezzatura in sospensione, ma c’è da dire che ogni esercizio diventa molto più difficile e può generare qualche perplessità in chi non è abituato a questo tipo di allenamenti o in chi è alle prese con i suoi primi allenamenti a secco. Inoltre, per sua natura, il trave si inclina verso il basso una volta che ci appendiamo con tutto il nostro peso: le tacche, che ci sembravano molto buone con i piedi a terra, diventano un po’ più ostiche da tenere.



Abbiamo due consigli per te: il primo è quello di usare la magnesite, soprattutto sull’attrezzatura nuova. Spesso si ha paura di rovinare la porosità del legno o di renderlo scivoloso: non temere, la magnesite non rovina il legno (se usata con moderazione) e ti aiuterà ad avere un grip decisamente migliore. Il secondo consiglio è di perseverare: il nostro corpo infatti sviluppa degli adattamenti notevoli agli sforzi muscolari a cui lo sottoponiamo e quindi quella che oggi ti sembra una tacca impossibile da trazionare ti sembrerà, settimana dopo settimana, sempre più buona.



Nel momento in cui lo scegli, se sei al tuo primo acquisto di un trave, valuta la presenza di prese buone per scaldarti, oppure accompagna l’acquisto con qualche accessorio per il riscaldamento delle dita: spesso sottovalutiamo che da freddi i nostri muscoli sono molto meno reattivi (oltre che inclini a farsi male). Iniziare il nostro allenamento con una sospensione sulla tacca da 20 mm, e per di più che si muove, può non essere una buona idea, ma soprattutto ci farà sembrare ogni esercizio estremo quando in realtà siamo noi che non siamo sufficientemente pronti.



Avere qualche difficoltà iniziale è un ottimo segno: hai moltissimo margine per allenarti e migliorare!



https://www.oliunid.it/captain-fingerfood-hangboard-180-trave-arrampicata-portatile.html



2 aprile 2020