Quando iniziamo a vedere i benefici dell’allenamento per l’arrampicata e quindi i primi miglioramenti, la voglia di aumentare sempre di più l’impegno settimanale si fa inarrestabile. Questo a volte non è però possibile a causa dei tempi di recupero che sono indispensabili se vogliamo lasciare che la sovracompensazione agisca nel modo migliore, ovvero che il nostro corpo si adatti allo stress subito con un miglioramento delle nostre condizioni e prestazioni fisiche.



Daniele di DP Climbing ha approfondito questo argomento partendo da un’intervista rilasciata da Adam Ondra nella quale l’arrampicatore dichiarava di allenarsi 6 giorni su 7 (puoi approfondire guardando il video). Al di là della programmazione specifica di Adam Ondra, del suo livello e della sua disponibilità di tempo, possiamo prendere spunto dal principio che c’è alla base per poterlo adattare al nostro modo di allenarci.



Quello che ci rende devastati dopo una seduta di allenamento in palestra è infatti il volume della nostra seduta, che Jollypower definisce come: “il numero complessivo di movimenti o ripetizioni durante una seduta o un ciclo”. A grandi linee possiamo dire quindi che se noi abbassiamo il volume per privilegiare l’intensità dell’allenamento (per citare sempre Jollypower: “la percentuale del massimale”) avremo dei tempi di recupero più brevi e potremo inserire più sedute nell’arco della settimana.



Daniele fa un’interessante considerazione circa le ore totali arrampicate in una settimana: sedute brevi, di circa un’ora, e frequenti portano alla fine ad un maggior numero di ore di allenamento complessive rispetto alle due sedute settimanali. Le difficoltà nel gestire questo tipo di impegno non sono poche, e per questo è un allenamento che si addice particolarmente ai giovani, magari agli studenti ed a coloro che possono organizzarsi in maniera autonoma la giornata. L’ideale è chiaramente quello di avere dell’attrezzatura per allenarsi in casa: sicuramente un trave, possibilmente anche dell’attrezzatura in sospensione e, top del top, un piccolo pannello fitto di prese.



Non basta comunque fare “meno ma spesso”: l’importanza dell’intensità, che sia effettivamente alta, è cruciale. In più la programmazione “a blocchi” è assolutamente indispensabile per avere dei vantaggi da questo tipo di scheda. Possiamo prendere in considerazione l’idea di fare blocchi di ad esempio quattro settimane, all’interno delle quali andremo a dividere il tipo di lavoro: se mi trovo nel blocco della potenza, farò una microsessione esclusivamente al muro ed una microsessione al Pangüllich.



Se sei interessato ad approfondire l’argomento, non ti perdere il video di Daniele ed i suoi preziosissimi consigli; non dimenticarti di fare un giro sul nostro negozio online per scegliere l’attrezzatura ideale per la tua prossima stagione.di allenamento!



Disclaimer. I suggerimenti proposti in tutti gli articoli sul training non pretendono di essere esaustivi; avendo carattere solamente informativo, non sostituiscono in nessun modo il parere di trainer ed istruttori di arrampicata. Gli allenamenti per l’arrampicata possono essere estremamente traumatici ed arrecare danni anche gravi all’organismo, pertanto devono essere eseguiti solo in presenza di personale qualificato. Nonostante il nostro impegno, non è possibile garantire l’assenza di errori e l’assoluta correttezza delle informazioni divulgate.



fonte training for climbing

credits: trainingforclimbing.com






24 agosto 2019